ABBASSARE LE SPESE CONDOMINIALI

 

Mantenere in buona salute un impianto di riscaldamento è strettamente collegato allo stato dell’acqua che circola nello stesso!

L’acqua presente nell’impianto si carica quando l’impianto viene eseguito e poi non viene più tolta (ad esclusione di interventi straordinari).

Quest’acqua passa in caldaia, ma non si mescola con l’acqua calda sanitaria che si usa in cucina o in bagno.

Il fatto che l’acqua rimanga parecchi anni nei tubi e nei termosifoni sempre più spesso innesca processi di deterioramento dell’impianto stesso.

Il termovettore nel circuito di riscaldamento si comporta esattamente come il sangue in un corpo umano.

Per mantenere il nostro sangue  in buona salute noi dobbiamo alimentarci in modo corretto, fare attività fisica e evitare cattive abitudini.

Allo stesso modo per mantenere in salute un impianto di riscaldamento è necessario togliere l’aria dal fluido termovettore!

 L’ACQUA NELL’IMPIANTO TERMICO

In linea generale si possono identificare tre tipi di inconvenienti  causati dall’acqua e dalla presenza dei gas in essa disciolti:

  • CORROSIONE le cui cause principali sono la presenza di ossigeno, anidride carbonica, coppie galvaniche e cloruri

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  • INCROSTAZIONE: la concentrazione dei vari sali nell’acqua è molto lontana dal punto di saturazione che significa che dove non ci sono concentrazioni, i sali presenti rimangono comunque in soluzione ad esclusione dei sali di calcio e di magnesio che danno luogo alla formazione di composti insolubili i quali depositandosi nei punti più caldi dell’impianto formano incrostazioni dure che determinano un isolamento termico che diminuisce  lo scambio di calore
  • DEPOSITI FANGOSI E FERROSI:  la presenza di ossigeno nell’acqua di impianto alimenta i batteri aerobi che a lungo andare  producono alghe e fanghi.
    Inoltre il processo di corrosione col tempo stacca dalle tubazioni detriti ferrosi che compromettono i dispositivi di sicurezza e gli organi meccanici (circolatori, valvole).

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LE CONSEGUENZE

 

Non occuparsi della qualità dell’acqua porterà prima o poi a:

  • Problemi di circolazione
    – circuiti fermi
    – rendimento scarso per circolazione ridotta del liquido
    – alto consumo di energia elettrica, le pompe devono andare a pieno regime
  • Corrosione ed ossidazione
    – Particelle di corrosione e di ossidazione che formano fanghi.
    – Impurità che disturbano la circolazione del liquido nel circuito
    – Problemi con le pompe di circolazione, specialmente quelle a basso consumo energetico, le particelle corrose formano la magnetite, queste vengono attirate da rotori magnetici delle pompe che cosi si bloccano.
    – Scarsa efficienza di scambio di energia (le particelle  si depositano sulle superfici scaldanti)
    – Usura eccessiva dei componenti
    – Invecchiamento veloce delle caldaie per possibile surriscaldamento di zone delicate
    – Ostruzione continua dei filtri
    – Garanzia dei componenti decade
  •  Rendimento dell’impianto diminuisce ed aumenta  il consumo di combustibile

Studi hanno dimostrato che la presenza di aria e di fanghi il rendimento dell’impianti diminuisce di parecchio!

Nel caso di impianti a pavimento o di caldaie a condensazione poi i problemi risultano più frequenti ed evidenti e possono portare a guasti molto costosi da risolvere.

Gli impianti  pavimento moderni sono realizzati con tubature flessibili posizionate nel massetto. A causa della loro struttura fissa e di norma non accessibile, è fondamentale che queste tubazioni vengano preservate dalle problematiche indotte dall’acqua che potrebbero limitarne la circolazione (causando fastidiosi rumori) o addirittura provocare intasamenti. Le problematiche più comunemente riscontrate negli impianti funzionanti a basse temperature come gli impianti a pavimento sono la proliferazione algale/batterica, accentuata proprio dalle basse temperature (37 – 38 °C) a cui lavorano tali impianti, temperature ideali per la crescita batterica.

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Produzione di gas dovuta a presenza di batteri e alghe .

Presenza di batteri o alghe possono causare l’accumulo di gas nell’impianto.

In questo caso, nell’acqua dell’impianto sono presenti quantità eccessive di idrogeno o di metano.

Più l’acqua è ricca di minerali, maggiore è la presenza di batteri.

LE SOLUZIONI

 

Il progressivo aumento di isolamento negli edifici con conseguente riduzione dei fabbisogni termici e l’evoluzione tecnologica in campo tecnico, hanno portato all’utilizzo di generatori di calore ad alto rendimento e a condensazione che presentano sezioni di passaggio del fluido vettore negli scambiatori sempre più piccole e più facilmente soggette a ostruzioni e corrosioni.
Per questi motivi i temi del trattamento dell’acqua di riempimento e della pulizia dell’impianto hanno subito una sostanziale maturazione.

Quindi, quali soluzioni?

  • TRATTAMENTO CHIMICO  dell’acqua tecnica è  previsto dal DPR 59/09.  Il DPR 59/09 prevede che per tutti gli impianti nuovi e per tutte le ristrutturazioni i seguenti requisiti obbligatori:

-se la durezza totale dell’acqua è inferiore ai 15°fr occorre prevedere sempre un condizionamento chimico dell’acqua del circuito di riscaldamento a cui occorre aggiungere una filtrazione meccanica di sicurezza  e un dosaggio di polifosfati alimentari per l’acqua sanitaria

-se la durezza totale dell’acqua è superiore ai 15°fr occorre aggiungere a quanto sopra un trattamento di addolcimento  per entrambi i circuiti in modo da ridurre la durezza e riportarla sotto i 15°fr.

Il trattamento chimico è efficace quindi per intervenire sulle incrostazioni causate da calcare e magnesio, tuttavia non è risolutivo per i processi corrosivi e la formazione di fanghi ed alghe.

 

  • TRATTAMENTO FISICO. Con il trattamento fisico dell’acqua ed utilizzando un sistema di degasazione sottovuoto(che sfruttano il principio fisico della legge di Henry) elimino la presenza di gas all’interno dei circuiti di riscaldamento ed insieme ai gas i batteri che generano alghe e fanghi. Trattando solo chimicamente l’acqua non risolvo il problema perchè ad esempio aggiungendo polifosfati ai circuiti da trattare arricchisco l’impianto di minerali ( fonte di alimentazione per i batteri) per cui da una parte risolvo il problema delle incrostazioni ma dall’altro aumento la formazione di alghe e fanghi. L’unico modo per evitare permanentemente la formazione di fango, alghe e processi corrosivi è quindi intervenire fisicamente!

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Naturalmente su impianti vecchi i nostri tecnici, prima di intervenire con l’installazione dei nostri sistemi, prevedono sempre un lavaggio completo d’impianto proprio per evitare che la condizione dell’impianto in essere possa compromettere l’installazione dell’apparecchio risolutivo.

L’obiettivo principale è sempre di stabilizzare l’acqua dell’impianto in modo che, dopo aver tolto lo sporco se ne blocchi la formazione. Il nostro metodo serve a rimuovere quasi totalmente l’aria negli impianti ed a ottimizzare la circolazione d’impianto con relativo risparmio energetico nonché economico.

L’aria che viene rimossa è sia quella in sospensione che quella disciolta nel termovettore.

Questa apparecchiatura deve essere installata sul ritorno dell’ impianto, preleva acqua dalla tubazione con colegamento By-Pass, la degasa e la reintroduce a ciclo continuo secondo una logica personalizzata, in base alle caratteristiche dei circuiti sui quali agisce.

Un processore elettronico programmabile e multi funzione, permette ai tecnici manutentori di tarare il corretto assetto di esercizio del sistema di degasazione, tenendo conto delle variabili in gioco durante il funzionamento dell’impianto.Quindi, nell’arco di pochi giorni (2/4) di funzionamento dal riempimento dell’impianto di riscaldamento, il sistema avrà sottratto tutto il contenuto d’aria, sia sotto forma gassosa che disciolta.Il processo è ottimizzato e monitorato elettronicamente dalla centralina che registra uno storico di lavoro della macchina e può anche remotare gli allarmi.

 

 

 

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