POMPE DI CALORE-LE VALUTAZIONI ECONOMICHE

OTTIMIZZAZIONE DEGLI ASPETTI ECONOMICI

Costo del ciclo di vita

Quasi sempre la pompa di calore viene scelta considerando principalmente il criterio economico. Cambia completamente il modo di valutazione, perché l’esborso economico passa dall’essere considerato un Costo all’essere considerato un Investimento. Per una scelta oggettiva il metodo migliore di valutazione è quello di considerare il costo dell’intero Ciclo di Vita dell’impianto. Poiché l’intervallo di tempo da considerare è almeno ventennale, sarà necessario assumere arbitrariamente il valore di alcuni parametri di valutazione (o un intervallo di valori). Per questo motivo, non si può dare un valore assoluto ai risultati. Nell’ambito di una comparazione tra diverse scelte, a parità di valori assunti i risultati sono comunque validi da un punto di vista qualitativo.

Definito l’intervallo temporale da considerare (normalmente almeno 20 anni), si calcolano i costi su base annuale. I costi si suddividono in una tantum, fissi periodici, di gestione. Costi una tantum:

  • Installazione impianto
  • Attivazione contratti di fornitura energia (allacciamenti, contatori)
  • Costi professionali e burocratici (progetti, permessi, etc.)
  • Messa in servizio impianto
  • Pratiche e costi di apertura per finanziamenti
  • Eventuali agevolazioni (fiscali, finanziamenti a fondo perduto, etc.)

Costi fissi periodici:

  • Assicurazioni
  • Manutenzioni periodiche ordinarie
  • Costi fissi dei contratti di fornitura energia
  • Agevolazioni e incentivi (sgravi fiscali, contributi a fondo perduto)
  • Rate di eventuali finanziamenti Costi di gestione:
  • Consumi di energia
  • Manutenzioni straordinarie (guasti)
  • Costi amministrativi

Considerato il lungo intervallo temporale da considerare, si dovrà tenere conto della variazione del valore del denaro.

Quindi sarà necessario assumere dei valori per i tassi di inflazione, che dovranno essere almeno uno per il costo dell’energia ed uno per i costi generali. Se sono utilizzati finanziamenti, andranno considerati anche i tassi di interesse applicati (potrebbero essere variabili).

Se l’impianto è di grandi dimensioni, può valere la pena assumere per ogni tasso di inflazione/interesse un valore minimo ed uno massimo, in modo da ottenere un intervallo di risultati.

Con questo tipo di analisi è anche possibile valutare quali sono le scelte progettuali con il maggior impatto economico.

Ad esempio, si potrebbe scoprire che vale la pena investire in una pompa del pozzo con miglior rendimento, oppure che un diametro di tubazione maggiore può ridurre in modo significativo il consumo elettrico di organi ausiliari non considerati importanti dal punto di vista economico.

Il numero di parametri da considerare non è trascurabile, e ad ogni variazione corrisponde un aumento dei numeri di casi da analizzare.

In fase di progettazione conviene quindi limitarsi a scegliere dei criteri principali e a valutarne l’impatto. Ad esempio, se si verifica che un miglioramento del COP stagionale del 10% comporta risparmi significativi rispetto al costo impianto maggiore, si dovrà dedicare più attenzione alle scelte tecniche che hanno più effetto sul COP stagionale.

Un problema tipico è la scelta della taglia della pompa di calore quando è necessario utilizzare anche un generatore di calore ausiliario, come ad esempio una resistenza elettrica (principalmente per le macchine aria/acqua). Una taglia di potenza più piccola ha un minor costo impianto iniziale, ma potrebbe aumentare i costi del contratto di fornitura elettrica a causa di un aumento della potenza disponibile.

Stesso problema quando il sistema include anche un impianto fotovoltaico, la cui dimensione dipenderà dai consumi elettrici previsti.

LA NUOVA TARIFFA D1

Con Delibera 205/2014/R/EEL dell’8 maggio 2014, l’AAEG ha stabilito che dal 1 luglio 2014 al 31 dicembre 2015 sarà disponibile su richiesta e in via sperimentale una nuova tariffa dedicata alle pompe di calore, denominata D1.

Sarà utilizzabile solo da chi utilizza impianti con la pompa di calore (una o più) come unico sistema di riscaldamento, eventualmente integrata da sistemi a fonti rinnovabili (biomasse). Pompa di calore installata non prima del 01/01/2008, rispondente ai requisiti prestazionali minimi dell’Allegato H del “Decreto edifici” o dell’Allegato II del 28/12/2012.

Chi richiede la tariffa nel periodo sperimentale si obbliga a consentire il monitoraggio dei consumi (su base oraria) e a fornire le informazioni tecniche sull’impianto.

LA NUOVA TARIFFA D1

La tariffa D1 prevede un costo specifico per i servizi di rete (componenti σ1 , σ2 , σ3 ); oneri generali come per tariffe per usi diversi in BT più un contributo fisso di 27,85 Euro; componenti DISPBT e PED come per contratti domestici con potenza > 3 kW (D3).

Grossolanamente i costi dell’energia sono simili alle tariffe BTA con IVA 10% attualmente dedicati alle pompe di calore (costi costanti non dipendenti da scaglioni di consumo), ma con minori costi fissi per il punto di prelievo e l’impegno di potenza.

Inoltre, è possibile utilizzare la stessa tariffa anche per i consumi domestici (unico contatore).

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